UNO SGUARDO ESPERTO SULLA MEDITAZIONE



Se mi segui anche su Instagram, soprattutto nelle stories, saprai che spesso parlo anche di meditazione. Benessere - infatti - per me non è solo utilizzare cosmetici biologici: il benessere parte dall'interno, dobbiamo innanzitutto prenderci cura della nostra mente e delle nostra anima per stare bene dentro e fuori.


Per farti conoscere meglio il mondo della meditazione, quindi, ho pensato di intervistare la mia insegnante di meditazione, Sonia Venniro, fonte autorevole di benessere interiore, pratiche meditative e mondo ayurveda.



Presentati: chi sei e di cosa ti occupi?


Mi chiamo Sonia Venniro, da anni mi dedico allo studio delle discipline bio-naturali, specializzandomi nel massaggio Ayurvedico, nell’insegnamento dello Yoga e della Meditazione.


Meditazione: da quanto pratichi e da quanto insegni?


Il percorso di formazione è stato solo il primo passo di un lungo cammino che ancora sto percorrendo, da oltre quindici anni la meditazione è diventata parte del mio quotidiano. Da oltre dici anni mi dedico all’insegnamento dello Yoga, ma non ho mai smesso di essere a mia volta allieva.

Come spiegheresti la meditazione e ad una persona che ancora non conosce questo mondo?


Esistono diversi tipi di meditazione di diverse tradizioni. personalmente penso che qualunque sentiero ci conduca a noi stessi, è quello giusto. Ciò che è bene per me, non necessariamente è bene per qualcun altro, questo è un principio fondamentale dell’Ayurveda. Rispetto al mio percorso, nello specifico il Raja Yoga, è quella scienza dell’essere che consente di dissipare il dolore e l’ignoranza portando alla conoscenza del sé più profondo, attraverso pratiche di vita sperimentate da millenni.

Quali sono i benefici tangibili della meditazione?


La funzione della meditazione è innanzitutto connettere la mente con la profondità del proprio essere interiore, è un’esperienza intima che prevale sul pensiero razionale. La meditazione applicata con disciplina e costanza, porta la mente a pacificarsi in modo da permetterle di muoversi liberamente verso l’interno ed elevarsi per conseguenza ad aspetti della vita più elevati, porta a quella che gli yogi definiscono espansione di coscienza.

Ci consigli un semplice esercizio da fare in autonomia a casa per poter avere pace e armonia?

La respirazione yogica completa, è la pratica di base di tutti gli esercizi di pranayama. Inspirando l’aria si procederà dal basso verso l’alto, espandendo l’addome anteriormente lateralmente e posteriormente e in un unico respiro lento e profondo andando poi ad espandere il torace e in ultimo la parte alta della cassa toracica, petto, spalle clavicole. Dopo aver trattenuto per qualche secondo il respiro, si procederà in senso inverso, rilassando le spalle, svuotando il torace ed in ultimo l’addome con una delicata pressione dell’ombelico verso la colonna vertebrale, di nuovo si rimarrà in pausa a polmoni vuoti per qualche secondo prima di procedere con il prossimo ciclo.


Saranno i tempi e il ritmo di queste quattro fasi a determinare le numerose variabili di questa pratica ed i suoi effetti a livello fisiologico, mentale e spirituale. In principio è consigliabile mantenere un rapporto di 2,1,2,1 facendo cioè durare le pause a polmoni pieni e vuote per la metà dei tempi dell’inspirazione ed espirazione, per poi gradualmente arrivare alla respirazione quadrata, o per meglio spiegare, con quattro fasi della durata dello stesso numero di secondi. Con il tempo il respiro diverrà circolare, fluido, senza interruzioni, come un’onda che sale, resta sospesa e ridiscende in un susseguirsi di pieni e di vuoti, di movimento e di immobilità.


Ho meditato allungo su questo esercizio, osservando il susseguirsi delle sensazioni nelle diverse fasi. Come nella vita inspirando accogliamo con gioia la pienezza, tutto ciò che ci arriva in dono, il nutrimento portato dall’aria viene assaporato e trattenuto con piacere. Stiamo bene a polmoni pieni ma presto o tardi sentiamo che questa pienezza va lasciata andare per lasciare spazio al ciclo seguente. Comprendiamo che l’attaccamento a questa sensazione di abbondanza diventa insostenibile e non possiamo evitare di espirare. Man mano che i polmoni si svuotano insorge una sensazione di assenza, di mancanza, l’aria, la vita stessa ci sta abbandonando. La ritenzione a polmoni vuoti porta con sè una sensazione che ci rievoca la morte. Ho vissuto la pausa a polmoni vuoti come un’esperienza sgradevole per diverso tempo. Meditando sulla differenza sostanziale tra vuoto e spazio si è risolto un nodo importante nella mia coscienza.


Il vuoto mette in relazione con la mancanza, lo spazio è opportunità. Nel kumbhaka a polmoni vuoti, si concentra tutto il potenziale della vita stessa, inarrestabile, fluida in continuo mutamento. Il vecchio va lasciato perché il nuovo possa portare ancora vita, rinnovata energia. E’ la pausa indispensabile al manifestarsi della forma, ma ancora più in profondità è il tempo nel quale può essere sperimentato il Samadhi.

Che cosa sono i mantra e perchè sono così importanti?


Ritroviamo i mantra delle diverse tradizioni, Induista Buddista, Tibetana ma anche in quella Cristiana, Mantra significa “parole di potere”, sono canti, preghiere, invocazioni che esprimo frequenze armonizzanti. Si può sperimentare ascoltando un canto Gregoriano come la ripetizione dell’Om. Patanjaly, padre del Raja Yoga, scrisse nel sutra yoga: quando insorge un pensiero contrario allo yoga, bisogna applicare la forza opposta. Il mantra è questa forza che si oppone a ciò che di disarmonico alberga ancora in noi.

Ci dai qualche consiglio di lettura per chi volesse avvicinarsi a questo mondo? E qualche lettura invece per i più esperti?


Il testo più significativo tra tanti studiati nel mio percorso è: Il Sutra Yoga di Patanjali

Per chi desiderasse un lettura più adatta alla mente occidentale e per chi non avesse basi di terminologie yogiche consiglierei: Lo splendore del raja yoga, di Massimo Rodolfi.

Una frase che dovremmo ripeterci tutti i giorni per un'infusione di positività:


“Noi siamo Luce”

(Sonia)

“È un'inesorabile Legge di Natura che il male debba seguire il bene, che il declino debba seguire l'ascesa. Ritenere di poter riposare sulle nostre conquiste è un errore pericoloso. La forza interiore può superare qualunque avvenimento esterno”

(Sutra Yoga, Patañjali)


Grazie Sonia, namastè!




Sonia riceve nel suo studio di Concorezzo (Monza Brianza) - La Quinta Essenza.

Estetica, ayurveda, massaggi, meditazione e molto altro ancora.

Trovi informazioni e contatti al suo sito https://www.laquintaessenza.biz/